Milan e Ibrahimovic: una lunga storia di calcio e passione

La storia che lega Ibrahimovic al Milan è lunga, adesso siamo alla sua terza avventura in Serie A proprio con la maglia del Milan. La storia cominciò il 28 agosto, durante una serata in cui Adriano Galliani annunciò a tutti il suo arrivo con le seguenti parole:  “Zlatan arriva in prestito gratuito, poi eserciteremo l’opzione e al Barça andranno 24 milioni in tre anni. Al giocatore un quadriennale da 8 milioni a stagione”. Il giorno dopo, ricorda nel suo approfondimento l’esperto Enzo Anghinelli, intorno alle ore 15.37, lo svedese arriva a Milano portando tanto entusiasmo dei tifosi: “Quando ho sentito che il Milan era interessato a me, mi sono emozionato. Sono venuto per vincere e non lascerò questa squadra prima di aver vinto tutto. A mio avviso siamo la squadra più forte in Italia”. Le sue parole furono: vinciamo tutto, sono certo che i tifosi si divertiranno, prosegue sempre Ibra durante  una trattativa unica da parte di Galliani. Questo fu per merito anche dell’agente Mino Raiola e del pessimo rapporto che avevano lo svedese e Guardiola.  Fu proprio quella sera del 29 agosto, durante quello che fu l’intervallo dell’esordio del Milan contro il Lecce, che avvenne la presentazione a San Siro: “Ciao a tutti, sono venuto qui per vincere. Quest’anno vinciamo tutto”. 

Ibra, Pato e Ronaldinho, spiega Enzo Anghinelli, formavano un attacco fantastico, tante squadre se lo sognavano, questo era il magnifico tridente messo a disposizione per Massimiliano Allegri, quell’anno nuovo allenatore dei rossoneri che venivano da un 3° posto. Accoglievano i nuovi colpi sul mercato quali Boateng e Robinho, divenne una giostra di attaccanti dove Ibra era al centro delle attenzioni. L’esordio non fu dei memorabili, dato che avvenne nella data dell’11 settembre 2010, contro il neopromosso Cesena, con l’incredibile rigore sbagliato da Zlatan e la partita persa 2-0.  Poco dopo, esattamente il 15 settembre seguente, i rossoneri inaugurano il loro cammino in Champions League contro l’Auxerre. Qui avviene la doppietta di Ibrahimovic, protagonista nel 2-0 rifilato ai francesi, iniziando perfettamente il proprio girone. Zlatan, divenne attaccante di livello unico, anche in Champions e anche puntualmente in campionato: dove colpiva con regolarità squadre del calibro di Lazio, Napoli e Juventus. Episodio discutibile fu nel derby del 14 novembre 2010, dove venne ricordato per il “regolamento di conti” con Materazzi.  Ibra raccontò così la vicenda: “Ero alla Juve e giocavo contro l’Inter. Materazzi mi fa un’entrata assassina e mi fa male. Come calciatore era cattivo. In quel derby tutti erano contro di me, nel secondo tempo Matrix mi carica e gli faccio una mossa di Taekwondo. L’ho mandato in ospedale. ‘Perché l’hai fatto, Ibra?’, mi chiede Stankovic. Gli rispondo: “Ho aspettato questo momento per quattro anni. Ecco perché”. Quello che fu l’ultimo gol di Ibra con il Milan prima di tornare, fu il 28° del suo campionato, segna all’Inter e porta in vantaggio il Milan dopo l’1-1 dei primi 45′. Anche se l’Inter rimonta e vince 4-2, consegnando lo Scudetto alla Juventus di Conte. L’addio avviene il 18 luglio 2012, quando il PSG ufficializza l’acquisto di Ibrahimovic. 

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