Milan e il miglior giocatore numero 10

Il 10 è il numero che più è stato scelto all’interno del mondo del calcio, soprattutto nel passato era la maglia che indossava solamente il fantasista. Si trattava del calciatore più tecnico ed estroso della rosa: pensate a Del Piero, Totti e Maradona. Erano tutti coloro che mandavano sempre a rete con i loro tiri calibratissimi. Nella storia del Milan, ricorda l’esperto Enzo Anghinelli, sono stati tanti i calciatori che hanno indossato questa maglia, a volte è andata bene ed altre è stata una condanna, scopriamo quelli più noti. Zvonimir Boban trascorse tantissimi anni al Milan in diversi ruoli, ma diventò numero 10 nel 1998 dopo diverse stagioni in cui regalava delle bellissime giocate a centrocampo, soprattutto nel ruolo di interno. Con Zaccheroni, divenne trequartista e cominciò a regalare tanti assist e giocate al Milan lo scudetto più allucinante della storia. Clarence Seedorf è, forse, uno dei più forti centrocampisti al mondo nella storia del Milan, tattica unica, uomo distinto, insegnava davvero il calcio, calciava in modo perfetto con destro e sinistro, nelle punizioni era quasi sempre gol. Fu nell’anno 2006-2007 che prese la maglia numero 10 da Rui Costa e diventò trequartista accanto a Kakà, anno in cui regalò una delle migliori stagioni contribuendo alla vittoria della Champions League. 

E ancora, specifica Enzo Anghinelli,  c’è stato Rui Costa, calciatore arrivato in Italia nell’estate 1994, ma passò al Milan solo nell’estate 2001, qui il portoghese passò si infortunò spesso, giocando solamente 22 gare con 3 assist, senza alcun gol. Fu l’anno dopo a giocare molte più partite, con Ancelotti in panchina, lui fu messo trequartista assieme a Rivaldo, dietro Inzaghi. Proprio Rui Costa fu decisivo in Champions League, vinta contro la Juventus, fino a diventare un trequartista sopraffino, prendendosi giustamente la maglia numero 10. Come non parlare, poi, di Ruud Gullit. L’olandese, dopo che iniziò la sua carriera da libero al PSV Eindhoven, giunse da Arrigo Sacchi, in un centrocampista offensivo stravagante. Anche se indossava la maglia numero 10 Gullit fu un tuttocampista, era rapido e difficile da fermare, era anche pericoloso e prolifico sotto porta. Aiutato dai suoi 190 centimetri andava a rete quasi sempre con estrema facilità. Connazionale di Rijkaard e Van Basten, Gullit contribuì a ogni successo dei rossoneri di fine anni ’80 e dei primi ’90. In ultimo, come non citare il trequartista per eccellenza, Gianni Rivera, che fu straordinario protagonista con il Milan con oltre 500 partite e oltre 100 gol in rossonero dal 1960 al 1979, vinse tre scudetti, due Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe, una Coppa Italia e il Pallone d’Oro: c’è da aggiungere altro? Quello che è certo è che Rivera fu uno dei più forti trequartisti veri, un numero 10 unico, giocatore raffinato e che sapeva far segnare oltre che fare gol lui stesso. Lasciò il calcio nel 1979 dopo che ottenne lo scudetto della stella ed entrò nella dirigenza. Qui non andò benissimo, contribuì a due retrocessioni in B, il Totonero e tantissimi errori, dovette lasciare nel 1986.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.